LA STORIA
Vanzago è un paese di origine probabilmente celtica. Lo farebbe supporre il nome, che, originariamente era “Veniacum”, “Venciacum” e “Vanciacum”, con una radice “an” , in celtico “acqua”, e una terminazione “ac” in celtico villaggio. Le prime documentazioni su Vanzago risalgono tuttavia all’864.
Fu un paese agricolo, con numerosi proprietari terrieri, tra cui i Croce, i Besozzi, i Calderara, i Gattinoni e i Ferrario, che hanno lasciato sul territorio monumenti importanti quali “palazzo Calderara”, oggi sede del comune la “Villa Gattinoni”, oggi sede della Fondazione Ferrario.
LO STEMMA E IL PATRONO
Le pratiche per far dotare il comune di uno stemma vennero avviate nel 1933, con incarico affidato ad un esperto di araldica, Mario Ferraresi, che, fatte alcune ricerche storiche sul paese, suggerì di adottare come stemma quello antico dei Simonetta, cambiandone i colori. Raffigura un leone d’oro rampante che tiene una croce azzurra. Nel 1992 venne commissionato un restyling a Stefano Tosi; il nuovo stemma è usato sulle principali pubblicazioni comunali.
I patroni di Vanzago sono i santi Ippolito e Cassiano, che si festeggiano il 13 agosto. Cassiano, che fu vescovo di Aquileja, fu maestro di scuola. Ma il suo tentativo di mostrare agli scolari la falsità delle divinità pagane lo fece denunciare come corruttore della gioventù. Il suo supplizio fu quello di essere trafitto dagli stiletti usati dagli allievi per scrivere. Ippolito, convertito dopo aver visto un miracolo di san Lorenzo, fu ucciso trascinato da due cavalli in corsa attraverso sterpi e rovi.

